La route du Champagne en fête

Ogni anno dal 1995 si ripete un evento che non riesco quasi mai a mancare: La route du Champagne en fête, un evento fiorito e gioioso dove i viticoltori Champenois aprono le porte delle loro cantine per farvi scoprire il loro mestiere e degustare le loro bottiglie. Non è un evento molto mediatizzato, ma meglio così, non ti ritrovi in una kermessa affollata e confusionale, ma tra amanti delle bollicine in questa atmosfera rurale e internazionale. Music band orchestra, mostre di macchine d’epoca, di arte, street food, ostriche a gogo, e tante altre attività che rendono questi due giorni sempre memorabili.

Come accedervi da Milano?

Per vie aeree, le soluzioni migliori sono le seguenti:

  • Via Parigi (Charles de Gaulle o Orly) che si trova a 2 ore dalla Champagne. Da lì prendere poi il TGV, oppure affittare una macchina che vi permette di percorrere all’avventura questa incantevole regione campestre e rurale.
  • Via Luxembourg che si trova a 2 ore e mezzo.

Se invece avete intenzione di tornare a casa con casse e bottiglie vi consiglio la macchina. Passando per il Monte Bianco, sono solo  850km da Milano.

(Se avete bisogno di più dettagli potete scrivermi un messaggio, vi darò maggiori informazioni).

Quando si parla di Champagne, tutti pensano subito ai grandi nomi come Moët & Chandon, Veuve Cliquot, Piper Heidsieck, G.H. Mumm, Ruinart, Dom Perignon, e li associano esclusivamente a città come Reims o Epernay. Eppure la Champagne è una regione (ex contea) che si distende su ben 350 km, ed è divisa in 6 circuiti che permettono di scoprire tantissime diversità viticole, e non solo i grandi nomi dello Champagne appunto:

 

 

  • La Côte des bar : 220 km, in partenza da Bar-sur-Seine o da Bar-sur-Aube
  • La côte des blancs et les coteaux sud d’Épernay (coteaux du Sézannais) : 100 km, in partenza d’Épernay o da Villenauxe-la-Grande.
  • Le massif de Saint Thierry et la vallée de l’Ardre : 70 km, in partenza da Reims, uscita Tinqueux.
  • La montagne de Reims : 70 km, in partenza da Reims o d’Épernay.
  • La vallée de la Marne : 90 km, in partenza dal Château-Thierry seguire la riva sinitra della Marna e una volta arrivati ad Épernay il ritorno si fa dalla riva destra.
  • La vallée de la Marne Ouest : 50 km, in partenza da Montreuil-aux-Lions (uscita A4 n°19) raggiungere la riva destra della Marna, una volta arrivati a Baulne-en-Brie il ritorno si fa dalla riva sinistra via Trélou-sur-Marne.

 

 

Approfondiamo un attimo…

Servono 18 mesi per preparare quest’evento. Non è ancora partita l’edizione 2018 che già stanno lavorando su quella di 2019, la 24esima! « La Route du Champagne en Fête » è un evento estivo immaginato dai viticoltori stessi nel 1995. Si organizza di solito l’ultimo weekend di luglio o il primo di agosto, i viticoltori aprono le loro cantine e le loro bottiglie per fare scoprire e assaggiare al grande pubblico le loro produzioni. Ha luogo nella Côte des bar e ogni anno, cambiano i villaggi ospiti. Di solito l’evento si stende su 5 villaggi (ogni 7 anni si torna al primo gruppo di villaggi). Si contano tra i 25000 e 40000 visitatori di tutto il mondo a seconda delle edizioni. Io qui lo dico e non lo rinego: non potete non partecipare a questo evento.

Come funziona?

Alle ore 10,00 del sabato si aprono le danze, scusate le bottiglie! Prima cosa da fare è dirigersi verso i vari info point e comprare la vostra flûte Passeport per la ridicola somma di 25€. Sì avete sentito bene, si paga 25€ per assaggiare 25 cantine diverse, e dico che spesso non ci si arriva alle 25esima. Il flûte Passeport contiene il carnet de route (il quaderno delle cantine che contiene i 25 tagliandi da consegnare ad ogni degustazione e una bottiglia d’acqua in omaggio. Agosto fa caldo, non dimenticatevi comunque di idratarvi), la flûte e il porta flûte da appendere al collo (se rompete il bicchiere, si ricompra al prezzo di 5€), un bicchierino di plastica per chiedere acqua del rubinetto quando necessario, un etilometro perché non azzardatevi a prendere la strada con un grammo di alcool in più del consentito (0,50 gr/lt), perché i gendarmi francese non perdonano. Ci sono tanti posti di controllo fuori dai villaggi. Non prendete la macchina se avete bevuto, rischiate grosso.

Per mettervi l’acqua alla bocca e la voglia matta di venire con me quest’anno, vi racconto il mio viaggio dell’anno scorso.

 

04/08/17

Ore 16,00 – Sono in vacanza

Finalmente suonano le campane della vacanza stra meritata. Si comincia con 4 giorni in Champagne. Per festeggiare questo felicissimo e attesissimo momento, niente di meglio che un buon gin tonic che preparo ormai con i miei gin e tonic pregiati, ma ne parleremo in un altro post.

 

05/08/17

Ore 16,45 – Aeroporto di Bregamo

Alle 18,15 ero già arrivata in Lussemburgo. Ho scelto quella destinazione perché mi zia vive vicino, a Nancy, altra città bellissima di cui vi parlerò in un altro post!

Ore 21,00 Avirey-Lingey

Ci sono volute 2,30 per arrivare alla nostra destinazione. L’edizione 2017 aveva luogo nella Vallée de la Sarce, in 5 villaggi: Avirey-Lingey, Balnot-sur-Laignes, Bagneux-la-Fosse, Bragelogne-Beauvoir, Channes. Eravamo ospite in un vecchio castello di famiglia del fornitore ufficiale del matrimonio di mia cugina. Infatti, è a giugno durante la cerimonia che Armel Baudry ci propose la sua gentile ospitalità. Abbiamo cominciato subito come lo vuole la tradizione chez i Baudry: barbecue e vecchie bottiglie di rouge. Quella sera abbiamo assaggiato rouges de Bourgogne eccezionali.

 

 

 

 

 

 

Dopo una grigliata conviviale al chiaro di luna scatta il momento relax nella piscina con l’assaggio delle bollicine dell’anno prima.

I Baudry sono una famiglia di viticultori da 1660, e da 11 generazioni coltivano l’excellenza, nel rispetto dell’uomo e del suo ambiente mischiando Chardonnay et Pinot Noir dosati in modo sapiente. La loro filosofia è produrre Champagne durevoli. Hanno 5 cuvées classiche (privilège, tradition, blanc de noirs, millésime, rosé) e 2 collection (Révéllation e Distinction). Per il mio gusto di semplice amatore, mi piace come champagne. Il perlage è deciso e persistente ma non invadente. I gusti e profumi dipendono dalle cuvée, ma lasciano sempre una bella sensazione in bocca. Non lasciano acidità nello stomaco come certi champagne troppo aspri o giovani, e zero mal di testa anche se se n’è (ab)usato senza moderazione!

 

 

 

 

 

06/08/17

Ore 10,00 – Pronti per il nostro tour de force

Di solito ci vogliono due giorni per godersi fino in fondo e con calma questa manifestazione. Purtroppo quest’anno ho dovuto accontentarmi di una giornata sola, per costrizioni di planning.

Ci sono più o meno 5 cantine per villaggio. I villaggi sono piccolini e quindi si girano a piedi. Per andare da un villaggio all’altro ci sono navette o trenino. Non avrete mai abbastanza di una giornata per girare le 25 cantine, anche perché ogni cantina offre una selezione di attività e intrattenimento che ci resti mezz’ora in ognuna di loro. E poi, non siete mica ad una maratona, quindi rilassatevi, bevete il vostro bicchiere in pace, sedetevi sotto un albero ed lasciatevi coccolare dalla musica.

Se il champagne che avete appena assaggiato vi piace particolarmente, potete ricomprarlo al bicchiere. Sono 5€ a flute!

Ogni cantina ha i suoi stand gastronomici, troverete quindi qualsiasi cosa a mangiare dal richiesto bio a “le gras c’est la vie” (il grasso è vita). Ci sono anche tanti barbecue giganti, stand ittici, formaggi, salumi, paella, barraques à frites (patatine fritte), specialità regionali. Insomma potrete assaggiare di tutto.

La cosa bellissima sono le band itineranti. Arrivano da ovunque, a volte anche dall’estero, l’anno scorso c’era una band di percussioni venuta d’africa con donne bellissime in vestiti luminosi e coloratissimi, una band portoghese, due anni fa un gruppo di Rio, deambulano nei villaggi e si fermano una ventina di minuti o mezzora di stand in stand per offrire la loro allegria e permettere alla gente brilla di sfogare la loro felicità non solo nell’alcool, ma nella danza!

Alle 18,00 purtroppo tutto finisce…l’ultimo giorno a volte si riesce a trovare una cantina particolarmente friendly che prolunga il piacere, ma poi nulla, la magia finisce lì e ci si saluta tutti appasionatamente dandoci l’appuntamento alla stessa ora l’anno dopo!

NB: Il sabato sera però, in ogni villaggio troverete bar aperti e anche una salle des fetes (sala delle feste) dove andare a ballare e consumare tutto lo champagne che desiderate. Le bottiglie costano 20€.

Ecco cosa dire di più? Condivido con voi questi scatti che ho fatto l’anno scorso senza pensare che li avrei usati per il mio blog, quindi spero che saranno abbastanza suggestive da darvi la voglia matta di partecipare a questa edizione:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PS: Io quest’anno vado a dormire qui:

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Curiosità:

  • Champagne è un marchio registrato esclusivo. Quando nel 1993 YSL uscì sul mercato con il suo nuovo profumo “Champagne”, è stato costretto a ritirarlo dal mercato e rinomarlo Yvresse.
  • Il Champagne sarebbe nato per caso, anzi per errore. Pare, infatti, che l’invenzione delle bollicine francesi sia da attribuire proprio all’abate benedettino Dom Perigono, profondo conoscitore del vino ed esperto viticoltore, vissuto tra il 1639 e il 1715. Nel 1670 Dom Pérignon, allora giovane frate benedettino, arrivò all’abbazia di Hautvillers, nella regione di Champagne, con l’incarico di tesoriere. In quella parte della Francia i vini venivano già prodotti fin dal Medioevo dagli abati, che li usavano per la celebrazione della messa. Ma al suo arrivo le viti erano abbandonate e recise, quindi decise di rimetterle in sesto. Una storia vuole che lo champagne sia nato casualmente, diciamo pure per errore, durante il processo di vinificazione. Alcune bottiglie poste dall’abate in cantina ad affinare sarebbero scoppiate. Così Dom Pérignon avrebbe scoperto la “presa di spuma“. C’è poi chi afferma che, per rendere più gradevole il vino, l’abate in primavera aggiungesse fiori di pesco e zucchero e che questi, nel momento dell’apertura, producessero spuma. Probabilmente non si saprà mai se la scoperta dello champagne sia da attribuirsi a un errore o a un’intuizione. Di certo c’è che fu Dom Pérignon ad affinare la tecnica di produzione dello champagne e a sostituire ai tappi di legno a forma tronco-conica quelli di sughero da ancorare alle bottiglie con una gabbietta metallica per fare in modo che non scoppiassero prima dell’apertura.Inoltre, capì che il vitigno più adatto alla produzione dello champagne è il pinot noir e che per la sua realizzazione è necessario applicare in modo metodico la tecnica dell’”assemblaggio”. Altra storia è la scelta del bicchiere in cui servirlo. Quella più diffusa vuole che la b sia stata modellata sulla forma del senso di Madame de Pompadour, considerata perfetta. Anche in questo caso non ci sono certezze, se non che lo champagne servito in coppa è una delle delizie più lussuose che i palati di tutto il mondo abbiano mai provato. (Fonte I Prosecco)

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Foto edizione 2017 (not by me)

Ci vediamo là a Luglio allora?

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