Cosa vedere da sola in 3 giorni a Marrakech.

Il mio primo viaggio in Marocco alla scoperta di questa terra ricca di colori, sapori, odori, suoni, che mi hanno dato la voglia pazza di tornarci al più presto!

PRIMO GIORNO / Venerdì 08/12

Ore 09,00 – Aeroporto Medina

Dopo un viaggio iniziato prestissimo (purtroppo i collegamenti diretti da Milano non sono tanti e ancora meno comodi), Armando mi accoglie con Hassan all’aeroporto di medina. I controlli dell’immigrazione sono stati scorrevoli (prendete una penna da casa per compilare il vostre foglio di “débarquement”) e in 20 minuti ero già fuori a godermi le temperature mite di Marrakech agli albori di dicembre.

Ore 10,00 – Riad Villa Almeria

Non è facile scegliere una sistemazione in un paese che non conosci senza raccomandazioni degli amici, affidandoci alle uniche recensioni dei tuoi predecessori. Dopo un’accurata analisi tra mappe, foto e giudizi, capisco che gli standard estetici e di pulizia non corrispondo esattamente a quelli ai quali sono di solito abituata. Decido di mettere quei euro in più e concedermi un signor Riad, bello, pulito, accogliente, a soli 10 minuti a piedi della piazza più famosa della città, Jamaa el Fna! Salgo subito sul rooftop terrace con la sua vista meravigliosa sui tetti della città e mi godo il mio tè alla menta di benvenuto.

Ore 11,00 – Perdersi per le strade della città antica

Armando mi immerge direttamente nei meandri della Medina, la città antica o lo centro storico. Ci perdiamo nel ghetto ebraico detto Mellah (nome dato ad ogni quartiere ebraico nelle città del Marocco). Il quartiere si distingue dai quelli della comunità Musulmana dai loro balconi esterni dotati di ringhiera in legno che ornano le facciate degli edifici.

Ore 14,00 – Pranzo a Al Bahriya Seafood Restaurant

 Armando decide di portarmi in pullman nel quartiere Gueliz. Muoversi in pullman è molto comodo, economico (0,40 cents/corsa) ed evita di dover trattare (sport nazionale) con i tassisti. Gueliz è la Marrakech moderna, dove troverete in uno stile marocchino quello che si trova nelle metropoli del resto del mondo, dal food (Mc Donald’s, KFC,…) al fashion (H&M, Nike,…). E’ interessante vedere la loro interpretazione della modernità, però per me 20 minuti sono bastati, ero molto più interessata alla vecchia Medina.

Ci fermiamo ad Al Bahriya un ristorante dove si mangia un ottimo pesce fresco pescato. Il fatto che sia pieno di local e pochi turisti mi ha ispirato subito, ed infatti si mangia un ottimo fritto misto. Se vi sentite al vostro agio, mangiate tranquillamente con le mani, è comune in Marocco. Infatti, la mia guida mi spiegava che i marocchini sono dei grandissimi consumatori di pane perché in pratica lo usano al posto delle posate. Ah, piccolo consiglio: girate sempre con dei fazzoletti in borsa, molto spesso non troverete carta igienica nelle toilette, e se ce n’è, sembra più carta vetrata che carta igienica. 😉

Ore 15,00 – Jardin des Arts & Cyber Jardin

Approfittiamo di questa splendida giornata di sole che offre una luce generosa, per visitare due giardini molto curati e suggestivi (gratuiti). Il primo, le Jardin des Arts, aperto di recente, è piccolino e raccoglie numerose sculture e opere d’arte di vari artisti (www.madein-marrakech.com). Il secondo, le Cyber Jardin è più grande e verdeggiante assomiglia ad un giardino botanico che ospita tantissime varietà di palme e alberi autoctoni, un luogo tranquillo e curato dove riposarsi, leggere sotto una palma, passeggiare. Marrakech è molto verde e i suoi abitanti hanno davvero gusto nell’arrangiamento dei loro giardini.

Ore 16,00 – Verso la piazza Ksadria, passando per la Moschea della Kutubiyya

La piazza Ksadria è la piazza dei fabbri che lavorano il ferro bianco. Infatti, souk e piazze sono divisi in settori artigianali di produzione: pellami, ferraglia, vimini, …Quindi se vedete un oggetto che vi colpisce particolarmente compratelo subito, non fate come me che pensava trovarlo da un’altra parte, ed invece nulla, l’ho perso. Non dimenticate che in Marocco tutto si contratta. Se non abbassate il prezzo offerto, possono anche offendersi. Difatti, molto spesso il prezzo di partenza è duplicato, in modo da poter divertirsi un po’. Io sono rimasta una volta 20 minuti per trattare il prezzo di 6 magnifici bicchieri a tè colorati. Il venditore sfinito si è arreso! Ahahahaha

Sul nostro cammino della nouvelle ville alla Medina, incrociamo la Moschea della Kutubiyya, il principale edificio religioso della città. Chiaramente, i luoghi di culto sono vietati ai non musulmani.

Ore 17,00 – Visita dell’”Hangar” Horme

 Horme è una specie di luogo magico appena qualche chilometro fuori Marrakech, che raccoglie mobili e oggetti d’arredo recuperati ovunque sul territorio Marocchino. Ci sono centinaia di migliaia di oggetti repertoriati che vengono restaurati o rielaborati per conferirgli una secondo vita dopo la loro obsolescenza. Si trovano oggetti di ogni stile ed epoca, tanto modernariato, proveniente dai coloni europei che nel dopo guerra lasciavano l’Europa per trasferirsi al sole, con i loro lussuosi complementi d’arredi occidentali. Un interessante mix&match dove il proprietario Carlo, assieme al mio amico architetto Armando Casalini, cercano nell’arte della recup, l’occasione di ridare un’anima a questi oggetti dimenticati, indesiderabili…Un luogo poetico che sa di mille storie, di mille percorsi, di mille viaggi, tra speranza, scelta e necessità.

Ore 19,00 – L’aperitivo a suon di alcool. Il Kozy Bar

 Dopo una prima giornata di imprinting, un bel bicchiere di vino sembra meritato. Alla Medina è difficile trovare un bar che offre alcool. Il Kozy Bar è un risto bar etnico stiloso e ricercato, con una terrazza panoramica sulla piazza Ksadria. Al crepuscolo, il bar è pieno di turisti alla ricerca di un buon cocktail e di relax. La vista suggestiva dà un’apertura verso la piazza più famosa della città…Hanno anche Champagne! Cin cin!

 

 

 

 

 

Ore 20,00 – Piazza Jamaa el Fna e l’esperienza Street Food

 Chi avrebbe tempo, dovrebbe passare una giornata intera (dal tramonto all’alba) seduto in mezzo a piazza Jamaa el Fna, e vedere come in ogni ora della giornata e della sera cambia il cuore della medina. E’ impressionante. Al crepuscolo cominciano ad installarsi piccoli stand con cucina a vista, griglie, tajine, tavoloni, panche, illuminazioni, ghirlande colorate, una sagra quotidiana dove si ritrovano allo stesso tavolo Marrakchi e turisti di tutto il mondo. Una specie di babele del food, tra incantatori di serpenti, ballerini e cantanti, venditori. Un chaos armonioso che non può lasciarvi indifferente.

 

 

 

 

 

SECONDO GIORNO / Sabato 09/12

Ore 09,00 – Colazione meravigliosa al sole – Riad Villa Almeria

 Che goduria fare la colazione in t-shirt davanti alla piscina, mentre scorri l’istagram dei tuoi amici, tutti sotto la neve e il freddo di Milano. Scatta l’hastag #invidia.

 

 

 

 

Ore 10,00 – Visita ad un riad Italiano – Riad Azoulay

Tanti italiani (e francesi) si sono trasferiti a Marrakech per gestire o aprire il proprio Riad. La loro motivazione comune è che nel vecchio continente, tali opportunità sono proibitive a chi non ha le spalle coperte. Oggi siamo venuti al Riad Azoulay (http://www.riad-azoulay.com/) dove Sandro, un ex imprenditore/architetto Veneto, ha deciso di tentare la fortuna. Il risultato è impressionante. Il know-how e lo style italiano mischiato alla tradizione e il gusto locale offre spesso dei Riad di gran gusto. I Riad tenuti da occidentali partono spesso dai 100/200€ in su. Ma ne valgono la pena, soprattutto se si è qui per un weekend romantico. Rituale del tè. Biscottini. Si riparte.

 

 

 

 

 

 

Ore 11,00 – Giro al souk – Piazza delle Erbe (Rhaba Kdima)

Questa mattina, Armando è venuto a prendermi in motorino. E’ tutta un’altra storia! Non è semplice infilarsi nei vicoli stretti degli souk della Medina, ma si fa. Infatti, non dimenticate di camminare sempre a destra anche nei souk, perché passano sempre moto. Armando che conosce tutti i posti più fighi della città mi porta in una piazza piena di piccoli artigiani, una piazza che esplode in milioni di colori gargianti. Sono meravigliata, non so dove porre i miei occhi, non abbastanza per cogliere tutta questa bellezza. Siamo “piazza delle erbe” che si chiama Rhaba Kdima. Il mio posto preferito per lo shopping. Roba di grande qualità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ore 12,00 – Museo YSL & Jardins Majorelle

 Yves Saint Laurent lo conoscete tutti, Jacques Majorelle invece è un pittore Orientalista francese che s’innamorò e si stabilì a Marrakech nel 1917. Nel 1937 dipinge la sua villa di blu che diventerà il blu Majorelle. La sua villa sarà ricomprata da Yves Saint Laurent et Pierre Bergé, accanto alla quale verrà poi costruito il museo (http://www.jardinmajorelle.com/) dedicato allo stilista. Il museo è diviso in due sale. Una dedicata ai dipinti di Majorelle, famoso per i suoi nudi africani e le sue kasbah ai colori vivissimi. E un’altra allo stilista visionaire che cominciò la sua carriera nella Maison Dior. Un luogo fiabesco pieno di foto, di ricordi, di creazioni, di aforismi, di gioielli. Chi ama le cose belle non può non passare da qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Accanto si può visitare i giardini Majorelle, ma io non avevo voglia di fare la fila e mio amico mi ha detto che sì, sono belli, ma che posso tornare alla mia prossima visita della città.

Ore 15,00 – Street Food Kebab

 La cosa figa di Marrakech è che per mangiare, ti puoi fermare un po’ ovunque. Anche nei souk, è una bella esperienza entrare nei loculi di 1 metro su 2, dove siedono solo uomini che mangiano spiedini, o panini di carne. Costo dell’operazione: 1,80€. Aneddoto: Spesso, vi capiterà di vedere scene di altercazioni molto forti. I maghrebini hanno il sangue caldo, si sa, ma non dovete preoccuparvi. La rissa fa parte dei rituali con le proprie regole: due uomini cominciano a litigare. I toni si alzano, i corpi si avvicinano, altri uomini si agglomerano per assistere alla discussione accesa. Ti sembra che stanno per tirare fuori coltelli e baionette, ma no, arriva il mediatore che separa i due, cerca di far tornare la calma. Niente dopo due minuti, vedi i due che stavano litigando abbracciarsi, baciarsi e ridere. Sono così, vulcanici ma innocui.

Ore 16,30 – Sunset au Café de France.

Il Café de France, con le sue terrazze panoramiche su tre livelli è il punto privilegiato per ammirare un suggestivo lungo tramonto. D’inverno il sole tramonta abbastanza presto, verso le 17,15. E’ bene salire prima, verso le 16,30 per essere sicuro di assicurarsi un posto alle prime logge. Sedetevi, ordinate un tè alla menta e godetevi lo spettacolo. Rimanete lì un’ora e osservata come la piazza si trasforma sotto le variazioni della luce calante del crepuscolo. Al calare del sole, subentrano i sensi del udito e del odorato. Respirati i fumi di carne alla griglia e ascoltate i ritmi dei bonghi e degli shanai.

 

 

 

 

 

 

Stanca della mia lunga giornata, sono tornata nel mio Kozy Bar, cosy e friendly. Ho bevuto due bicchieri di champagne assieme ad una deliziosa zuppa marocchina, harira.

TERZO GIORNO / Domenica 10/12

 Ore 09,00 – Hammam con scrub al sapone nero

 Non puoi stare un weekend in Marocco senza vivere l’esperienza di un Hammam con massaggio e scrub da una signora marocchina. Bisogna stare attenti dove si va, perché non tutte hanno le certificazioni per praticare massaggi senza danneggiare. Nelle strutture occidentali potete andare abbastanza sul sicuro. Mi sono concessa due ore di coccole e oltre a sentirmi un’altra persona, mi è venuta una pelle lisca come un bambino. Io consiglio l’hammam al mattino, così hai l’energia e la grinta di uscire poi. Alla sera rischi di finire direttamente in camera!

Ore 12,00 – Museo della fotografia con tajine sul tetto

 Non ci sono tanti musei a Marrakech, quindi se volete aver un’idea dell’evoluzione antropo-sociale degli abitanti di questa terra all’era della riproducibilità tecnica, il museo della fotografia è un’ottima scoperta etno-culturale. Tre piani di ritratti e scene di vita quotidiana in più di un secolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se non avete ancora pranzato, la terrazza sul tetto con vista 360° sulla città e in particolare l’Atlas vi incanterà. La tajine di pollo al limone è un must.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ore 15,00 – L’esperienza forte della conceria berbera

Perdendomi per le strade dei souk, la sovra amabilità marocchina mi costringe ad accettare l’aiuto di un ragazzo berbero che parlava cinque parole cinque di francese, due delle quali erano “Ferrari berbère”, puntandomi il dito su tutti gli asini incrociati sul nostro cammino. Il ragazzo s’infila nelle strade sempre più dedaliche e ciò non mi rassicurava, ma mi sono affidata alla volontà divina “Inch’allah”. Ad un certo punto mi consegna ad un Sidi (signore) sulla cinquantina, Hammed, che subito mi apre il palmo della mano e mi ci mette un grosso pugno di fogli di menta molto profumato. Purtroppo, ho capito troppo tardi che quel meraviglioso cadeau di benvenuto non era una gentilezza, bensì un rimedio al tonfo nel quale sarei stata immersa per i prossimi 15 minuti. “Welcome to fabulous world of concheria”. Una distesa di pozzi maleodoranti dove sguazzano ragazzini e non, immersi letteralmente nella merda (sì la cacca di piccione è un ottimo fissatore a quanto pare) per la lavorazione di quello che diventeranno le “nostre” giacche, borse, pouf e varie. La menta era per coprirsi il naso e coprire quell’odore nauseabondo di morte, ma ero troppo concentrata sui miei passi per non scivolare nel incubo peggiore della mia vacanza marocchina. Comunque, è un’esperienza che va fatta. Ricordatevi che sarete stalkerizzati anche lì per pagare la vostra guida che si lamenterà sempre qualsiasi offerta gli facciate. Ma è anche questo il lato esotico della vostra vacanza! Questa esperienza mi ha permesso di afferrare meglio il concetto dell’espressione idiomatica: “Come ti sei conciata oggi”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ore 17 – Aperitivo al Royal Mansour #theplacetobe

 Ecco, se c’è un posto dove andare è lo stra lussuoso Royal Mansour (http://www.royalmansour.com/), uno dei più bei hotel dell’africa, dicono i suoi dipendenti, e non fatico a crederci. L’hotel è stato finito nel 2010 e ci sono serviti 5 anni e più di 1000 artigiani per finire questa opera di charme e raffinatezza, in ogni dettaglio. E’ possibile fermarsi in bordo piscina e gustarsi un drink in un’oasi di pace. Se vorrete godervi di questa lussuosa esperienza non dimenticate di venire vestiti decorosamente. Dopo aver fatto amicizia con il capo concierge ho avuto il privilegio di visitare la SPA, dove hanno anche le spa suite :O, cioè mini appartamenti con piscina interna ed esterna, una dress room, una massage room, una postazione per hair & make-up, una postazione per barbiere, salotto da tè, hammam, tutto dedicato ad un pomeriggio ai vostri desideri e ordini. Mezza gornata 5000 dhm (circa 450€).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ore 20 – Ultima cena all’Hivernage, la nuova Marrakech

 Il manager del mio riad ci teneva a portarmi fuori per una cena light. E’ stato molto divertente nella sua proposta, ovvero non mi ha chiesto se accettassi di andare a cena con lui, ma se mi faceva piacere andare a bere una bottiglia di vino! Alla mia domanda sorpresa “ma voi musulmani non potreste bere alcool vero?”, mi ha risposto con grande nonchalance “dipende dalle ore”. Si va a Hivernage, uno dei quartieri moderni della città assieme a Gueliz e la Palmeraie. E’ il quartiere preferito degli expats dove si trovano bar e ristoranti trendy. Siamo andati al 6. Bah, non sono rimasta molto entusiasta, l’ho trovato molto anonimo e insomma, potevamo essere in qualsiasi città metropolitana d’Europa, tranne che si può fumare dentro e di conseguenza esci con vestiti e capelli puzzolenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

Penso tre giorni siano sufficienti per visitare Marrakech. Ovvio, se uno vuole fare escursioni e spingersi verso il deserto del sud del Marocco (sembra ne valga tanto la pena), allora prenotate almeno una settimana, anche 10 giorni.

Più: si mangia benissimo, i marocchini sono molto accoglienti, Marrakech è molto verde, l’artigianato è stupendo, il tempo a dicembre super gradevole (la sera freddo però, attenti).

Meno: I Marrakchi possono essere a volte invadenti e spesso se ti danno un’info o ti accompagnano da qualche parte ti chiederanno dei soldi, gli standard di igiene a volte lasciano a desiderare, state cauti quando prenotate un albergo/riad.

 

 

 

 

 

 

 

Next stop: Tel Aviv

A Presto!

 

 

Please follow and like us:
0
Share: